martedì 22 febbraio 2011

L’unità, fare corpo (parte I)

Benvenuti...


Il primo post è la prima parte di un saggio comparso sul catalogo della mostra Volti della guerra. Le idee, gli uomini, la posa curata dalla Civica Raccolta d'Arte di Medole (MN). Un approccio al ripensamento di concetti quali unità e accorpamento.





Cosa significa unità? Essa è necessariamente unità di. Già questa è caratteristica peculiare, che precede la pur spontanea domanda: unità di che cosa? Nel primo e fondamentale movimento, quindi, c’è una molteplicità – ancora non importa quale – che si raccoglie, si unisce, appunto. E pluribus unum, da molti si genera l’uno.[i] Quella su come si definisca il prodotto di questa unità, su quali siano le sue qualità notevoli, è questione meno banale di quanto sembrerebbe in prima battuta. Se molti si incontrano per creare una singolarità, occorre capire cosa accada alle molteplicità. Il baratro aperto da questo interrogativo è lo stesso sul quale si affaccia da sempre la politica, senza riuscire a indagarne la profondità. Le qualità di ciascun ente individuale si sommano scomparendo, come in una simbolica fusione che dia vita a un nuovo singolo con qualità nuove anch’esse? O, piuttosto, ciascun individuo conserva la propria singolarità, tutte le differenze che lo distinguono e la loro collaborazione parallela costituirà l’essenza unitaria? I due esempi proposti sono soltanto i più semplici, certamente non esauriscono le infinite possibilità di formazione di un’unità. Il concetto chiave non è la natura del movimento ma il movimento stesso, che si condensa nel prodotto dell’unità – unità che, a tutti gli effetti, può essere nome sia del movimento sia del prodotto –. C’è un nome collettivo, tuttavia, che si riferisce specificamente al prodotto dell’unità (ai prodotti di unità diverse): corpo.[ii]



[i] Non è un caso che proprio questo sia il motto degli Stati Uniti d’America: stati individuali e singolari che si uniscono – al punto da affermarlo nel proprio nome – allo scopo di creare la nazione sovrana più potente del mondo.

[ii] Va oltre le intenzioni di questo testo un’analisi profonda del concetto di corpo, fonte vastissima di letteratura e pensiero; come riferimento per le riflessioni che seguono desidero rimandare almeno a J. Nancy, Corpus, Cronopio, Napoli 2007 e G. Deleuze, Cosa può un corpo?, Ombre corte, Verona 2007.

Nessun commento:

Posta un commento